Il calo di pressione è uno dei problemi più frequenti negli impianti di riscaldamento domestici, soprattutto nei mesi invernali, quando la caldaia lavora in modo più intenso e continuativo.
In un impianto tradizionale, la pressione dovrebbe generalmente mantenersi tra 1 e 1,5 bar a freddo. Quando scende sotto 1 bar:
- la caldaia può andare in blocco di sicurezza;
- i termosifoni possono non riscaldare correttamente;
- possono comparire codici di errore sul display.
In questo articolo vedremo quali sono le cause più comuni del calo di pressione della caldaia, quali rischi comporta e cosa è possibile fare in autonomia, oltre a capire quando è necessario l’intervento di un tecnico.
Qual è la pressione corretta della caldaia?
La pressione corretta dipende dal modello e dalle indicazioni del produttore, ma nella maggior parte degli impianti domestici i valori di riferimento sono abbastanza standard.
Valore ideale a freddo
A impianto spento (acqua fredda), la pressione dovrebbe essere generalmente compresa tra 1 e 1,5 bar.
Questo è il valore di equilibrio che consente una corretta circolazione dell’acqua nei radiatori senza sovraccaricare i componenti.
Differenza tra pressione a freddo e a caldo
Quando la caldaia è in funzione, l’acqua si riscalda e si dilata. Di conseguenza, la pressione aumenta in modo naturale, arrivando in genere tra 1,8 e 2 bar.
Questa variazione è normale ed è legata alla dilatazione termica del fluido all’interno del circuito chiuso.
Cosa succede se scende sotto 1 bar
Se la pressione scende sotto 1 bar:
- la caldaia può attivare il blocco di sicurezza;
- il riscaldamento può diventare meno efficiente;
- l’impianto può aspirare aria, con conseguente presenza di radiatori freddi o rumorosi.
Una lieve variazione nel tempo è fisiologica. Tuttavia, un calo costante o frequente della pressione indica la presenza di un’anomalia che va verificata.
Le cause più comuni per cui la caldaia perde pressione
Il calo di pressione è quasi sempre il segnale di una dispersione d’acqua o di un componente dell’impianto che non lavora correttamente. Individuare la causa è fondamentale per evitare blocchi ripetuti o danni nel tempo.
Perdite nell’impianto di riscaldamento
Le perdite possono essere:
- visibili, con presenza di gocce, umidità o macchie sul pavimento
- microperdite, difficili da individuare, che provocano un calo lento ma costante della pressione.
Spesso si verificano nei punti di giunzione, nei raccordi o in corrispondenza delle valvole dei radiatori.
Vaso di espansione scarico o danneggiato
Il vaso di espansione serve a compensare l’aumento di volume dell’acqua quando si riscalda.
Se è scarico o danneggiato:
- la pressione può aumentare eccessivamente a caldo;
- successivamente può scendere in modo anomalo a freddo.
In questi casi il comportamento della pressione risulta instabile.
Valvola di sicurezza che scarica acqua
La valvola di sicurezza interviene in caso di sovrapressione, scaricando acqua per proteggere l’impianto.
Se rimane leggermente aperta o non chiude correttamente, può causare una perdita continua e graduale di pressione.
Sfiato dei termosifoni
Dopo aver eliminato l’aria dai radiatori è normale che la pressione scenda e sia necessario reintegrare l’acqua.
Se però il bisogno di sfiatare si presenta spesso, potrebbe esserci un ingresso d’aria nell’impianto, legato a perdite o a un problema di tenuta.
Caldaia vecchia o scambiatore danneggiato
In impianti datati, l’usura dei componenti può provocare perdite interne non visibili, ad esempio nello scambiatore di calore.
Cosa fare se la pressione della caldaia scende
Nella maggior parte dei casi, un calo occasionale di pressione può essere risolto facilmente, senza interventi complessi. È però importante intervenire con attenzione e seguire i passaggi corretti.
Come ricaricare la pressione: passaggi base
- Spegnere la caldaia e attendere che l’impianto sia a freddo.
- Individuare il rubinetto di carico, solitamente posizionato sotto la caldaia.
- Aprirlo lentamente, facendo entrare acqua nell’impianto.
- Controllare il manometro mentre la pressione sale.
- Fermarsi tra 1 e 1,5 bar (a freddo).
- Chiudere accuratamente il rubinetto di carico.
È importante non superare i 2 bar, per evitare sovrapressioni che potrebbero attivare la valvola di sicurezza.
Quando NON ricaricare continuamente
Se la pressione scende sporadicamente (ad esempio dopo lo sfiato dei radiatori), la ricarica è normale.
Se invece cala ogni pochi giorni e richiede reintegri frequenti, non è una situazione fisiologica. In questi casi è probabile la presenza di una perdita o di un componente difettoso: continuare a ricaricare senza individuare la causa non risolve il problema e può peggiorarlo nel tempo.
La pressione scende solo in inverno: è normale?
Un calo di pressione che si manifesta soprattutto in inverno è una situazione abbastanza frequente. Nei mesi freddi l’impianto lavora più a lungo e con cicli più intensi, e questo può evidenziare criticità che durante l’estate non si notano.
Le cause possono essere:
- maggiore utilizzo dell’impianto, con più cicli di riscaldamento e raffreddamento;
- dilatazioni termiche più frequenti, che mettono sotto stress vaso di espansione e raccordi;
- presenza di aria nei radiatori, che richiede sfiati e successivo reintegro della pressione;
- microperdite che emergono solo quando l’impianto è in funzione continuativa.
Una lieve variazione stagionale può essere considerata fisiologica. Tuttavia, se la pressione scende regolarmente sotto 1 bar o richiede ricariche frequenti, è probabile che ci sia un problema strutturale (perdita, vaso di espansione inefficiente o componente usurato) che va verificato.
La pressione scende ma non vedo perdite: cosa significa?
Se la pressione cala ma non sono visibili tracce d’acqua, il problema può comunque essere presente. L’assenza di perdite evidenti non esclude una dispersione all’interno dell’impianto.
Le cause più comuni in questi casi sono:
- microperdite interne, troppo piccole per produrre gocce visibili ma sufficienti a far scendere gradualmente la pressione;
- vaso di espansione scarico o non correttamente pressurizzato, che altera l’equilibrio dell’impianto;
- perdite in punti nascosti, ad esempio tubazioni sotto pavimento o all’interno delle pareti;
- scarichi lenti dalla valvola di sicurezza, con evaporazione dell’acqua prima che diventi evidente.
Il fatto di non vedere acqua sul pavimento non significa che l’impianto sia integro. Un calo di pressione ripetuto è sempre un segnale da verificare.

Il problema può dipendere dai termosifoni?
Sì, in alcuni casi anche i radiatori possono contribuire al calo di pressione dell’impianto, soprattutto se si tratta di elementi datati o poco manutenuti.
Radiatori vecchi o ossidati
Con il tempo possono verificarsi:
- corrosione interna, che indebolisce le pareti del radiatore;
- microperdite, spesso difficili da individuare;
- giunzioni indebolite nei punti di collegamento.
Valvole obsolete o deteriorate
Anche le valvole dei termosifoni possono essere una causa:
- tenuta non perfetta delle guarnizioni;
- piccole perdite continue non sempre visibili;
- componenti usurati che non garantiscono più la chiusura ermetica.
In questi casi può essere utile valutare lo stato dei terminali e delle valvole, consultando le indicazioni sulla sostituzione dei termosifoni, oltre agli approfondimenti dedicati a valvole e manutenzione dei radiatori.
Quando chiamare il tecnico
È opportuno richiedere l’intervento di un professionista quando:
- la pressione cala rapidamente dopo la ricarica;
- la caldaia va frequentemente in blocco;
- sono presenti perdite evidenti di acqua;
- la pressione aumenta molto a caldo e poi scende bruscamente;
- si sospetta un vaso di espansione guasto.
Come prevenire cali di pressione
Una corretta manutenzione riduce il rischio di anomalie e prolunga la vita dell’impianto.
- Manutenzione annuale obbligatoria, con controllo generale della caldaia.
- Verifica del vaso di espansione, per assicurarsi che sia correttamente caricato.
- Sfiato corretto dei radiatori, evitando interventi troppo frequenti.
- Controllo periodico delle valvole e delle giunzioni.
- Monitoraggio della pressione, soprattutto durante l’inverno.
FAQ
È pericoloso se la caldaia perde pressione? Non è immediatamente pericoloso, ma può causare blocchi e malfunzionamenti. Se il problema è ricorrente va verificato.
Posso usare la caldaia con pressione bassa? Se scende sotto 1 bar, la caldaia può non funzionare correttamente o andare in blocco. È consigliabile ripristinare il valore corretto.
Ogni quanto è normale dover ricaricare? Saltuariamente può essere normale. Se è necessario farlo ogni pochi giorni o settimane, non è una condizione fisiologica.
La pressione scende quando spengo il riscaldamento? È normale che a freddo la pressione sia più bassa rispetto a quando l’impianto è in funzione.
La caldaia perde pressione ma non acqua, perché? Potrebbero esserci microperdite, problemi al vaso di espansione o scarichi lenti dalla valvola di sicurezza.
Dopo aver sfiatato i termosifoni la pressione è scesa, è normale? Sì, eliminando l’aria dall’impianto è normale dover reintegrare leggermente la pressione.