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Dimensionare correttamente un impianto di ventilazione meccanica controllata (VMC) significa individuare la quantità d’aria che deve essere ricambiata negli ambienti e scegliere un sistema in grado di garantirla nelle effettive condizioni di funzionamento.

Vediamo quindi quali parametri considerare per il dimensionamento della VMC, come effettuare una prima stima della portata e quali aspetti richiedono invece una progettazione professionale.

Cosa significa dimensionare un sistema VMC?

Il dimensionamento di un sistema VMC consiste nel dimensionare l’impianto in modo da assicurare, contestualmente, sia il corretto volume d’aria complessivo di ricambio, sia la sua corretta distribuzione in funzione delle caratteristiche dei diversi ambienti.

Una progettazione adeguata deve permettere al sistema di immettere aria esterna nei locali nobili (soggiorni, camere da letto, salotto, ecc.) e di estrarre l’aria viziata dai locali di servizio (bagni, cucine, lavanderie, ecc.), mantenendo l’impianto correttamente bilanciato.

Il dimensionamento del sistema incide direttamente su diversi aspetti: qualità dell’aria indoor, controllo dell’umidità, comfort, consumi energetici e rumorosità. Per questo motivo, la scelta dei componenti dell’impianto deve essere sempre inserita all’interno di una valutazione complessiva dell’abitazione.

Per conoscere le soluzioni disponibili è possibile consultare il link ai sistemi di ventilazione meccanica controllata IRSAP.

Da quali fattori dipende il dimensionamento della VMC?

Per stimare la portata necessaria non basta conoscere la superficie dell’abitazione. Il calcolo deve tenere conto contemporaneamente anche di altri fattori, quali  volume interno, numero di occupanti, destinazione dei locali e caratteristiche dell’edificio. 

Volume netto dell'abitazione

Il volume rappresenta uno dei principali dati di partenza e può essere stimato moltiplicando la superficie interna per l’altezza media dei locali:

Volume (m³) = superficie (m²) × altezza media (m)

Una casa di 100 m² con un’altezza media di 2,70 m, ad esempio, presenta un volume indicativo di 270 m³.

Il dato permette di stimare quanta aria deve essere rinnovata nell’arco di un’ora, ma non è sufficiente, da solo, per definire il progetto definitivo.

Numero di occupanti

Anche il numero di persone che utilizzano abitualmente gli ambienti incide sulle esigenze di ventilazione. Attraverso respirazione e normali attività quotidiane vengono infatti prodotti CO₂, vapore acqueo e altri inquinanti indoor.

A parità di volume, quindi, un’abitazione occupata stabilmente da più persone può avere esigenze di ricambio differenti rispetto a una casa utilizzata da una sola persona o solo occasionalmente.

Destinazione dei locali

La destinazione dei locali incide sulla distribuzione delle portate: generalmente l’aria nuova viene immessa negli ambienti nobili, come soggiorno e camere, ed estratta dai locali di servizio, maggiormente soggetti a umidità e odori, come cucina, bagni e lavanderia. Vedremo più avanti come avviene questa ripartizione. 

Livello di isolamento dell'edificio

Negli edifici moderni non conta soltanto l’isolamento termico, ma anche la tenuta all’aria dell’involucro. Serramenti performanti e involucri più ermetici riducono infatti le infiltrazioni d’aria esterna incontrollate tipiche degli edifici meno recenti.

Proprio per questo il ricambio dell’aria deve essere gestito in maniera adeguata, evitando di affidarsi esclusivamente all’apertura occasionale delle finestre. Per approfondire questo aspetto è possibile leggere anche la guida IRSAP su come migliorare la qualità dell’aria indoor.

Come si calcola la portata di una VMC

Per ottenere una prima stima orientativa della portata di una VMC, in ambito residenziale, si può partire dal volume dell’abitazione e dal numero di ricambi d’aria previsti ogni ora.

In questo ambito viene spesso utilizzato, come riferimento indicativo, un valore di 0,5 volumi/ora. Non si tratta però di un valore universale da applicare automaticamente: la portata effettiva deve essere determinata considerando norme tecniche applicabili, caratteristiche dei locali e progetto dell’impianto.

La formula di base è:

Portata (m³/h) = volume dell’abitazione (m³) × ricambi/ora

Esempio pratico di calcolo

Consideriamo un’abitazione con queste caratteristiche:

  • superficie: 100 m²;

  • altezza media: 2,70 m;

  • volume: 100 × 2,70 = 270 m³;

  • ricambio assunto per la stima: 0,5 volumi/ora.

La portata indicativa sarà quindi:

270 × 0,5 = 135 m³/h

In prima approssimazione, il sistema dovrà quindi essere in grado di garantire una portata nell’ordine di 135 m³/h nelle condizioni operative previste.

Il valore ottenuto rappresenta una prima indicazione della portata richiesta dall’abitazione. 

Come viene distribuita la portata nei diversi ambienti

Una volta determinata la portata complessiva, bisogna stabilire quanta aria immettere o estrarre da ogni stanza. È questa distribuzione a permettere alla VMC di rinnovare l’aria in modo efficace in tutta l’abitazione. 

Locali di immissione

L’aria di rinnovo viene generalmente introdotta negli ambienti in cui le persone trascorrono più tempo, come:

  • soggiorno;

  • camere da letto;

  • studio.

La portata assegnata a ciascun locale deve essere definita in funzione delle caratteristiche e dell’utilizzo dell'ambiente.

Locali di estrazione

L’aria viene invece estratta principalmente dagli ambienti maggiormente soggetti alla produzione di umidità e odori, tra cui:

  • bagni;

  • cucina;

  • lavanderia;

  • altri locali di servizio o particolarmente umidi.

Attraverso il differenziale di pressione generato dall’immissione dell’aria nei locali nobili e dalla contemporanea estrazione dai locali di servizio, si crea un moto di attraversamento dell’abitazione secondo un percorso controllato, prima che l’aria venga espulsa. Si assicura così il continuo rinnovo dell’aria in tutti gli ambienti domestici.

Perché il bilanciamento è fondamentale

In un sistema VMC bilanciato, portata complessiva di immissione e portata complessiva di estrazione devono essere correttamente equilibrate secondo il progetto.

Non basta quindi che la macchina abbia una portata nominale adeguata: occorre regolare correttamente bocchette e rete di distribuzione affinché ciascun ambiente riceva o estragga la quantità d’aria prevista.

Il bilanciamento è particolarmente importante nei sistemi a doppio flusso. Per approfondirne caratteristiche e criteri di scelta è possibile consultare la guida alla migliore VMC a doppio flusso.

Il dimensionamento cambia tra una casa e l'altra?

Sì. Due abitazioni della stessa superficie possono richiedere configurazioni differenti. Un appartamento con un solo bagno, ad esempio, avrà esigenze diverse rispetto a una villetta della stessa metratura con due bagni e lavanderia; allo stesso modo, un'abitazione occupata da una famiglia numerosa richiederà valutazioni diverse rispetto a una casa utilizzata da una o due persone.

Cosa succede se la VMC è dimensionata male?

Un dimensionamento non adeguato può compromettere il comfort all’interno dell’abitazione. Le conseguenze cambiano a seconda che il sistema sia sottodimensionato rispetto alle esigenze dell'abitazione oppure inutilmente sovradimensionato. 

Impianto sottodimensionato

Se la VMC non riesce a garantire la portata necessaria, il ricambio dell’aria può risultare insufficiente. Negli ambienti potrebbero quindi aumentare le concentrazioni di CO₂, umidità e inquinanti indoor.

Un controllo inadeguato dell’umidità può inoltre favorire fenomeni di condensa e, in presenza delle condizioni predisponenti, contribuire alla formazione di muffa.

Impianto sovradimensionato

Nemmeno scegliere una VMC molto più potente del necessario rappresenta automaticamente un vantaggio. Una macchina sovradimensionata può comportare un investimento iniziale superiore e, se non correttamente selezionata e regolata, maggiori consumi o rumorosità.

Ciò che conta è quindi scegliere un sistema capace di fornire le portate di progetto in un campo di funzionamento adeguato, considerando anche le caratteristiche della rete aeraulica.

È possibile dimensionare una VMC da soli?

Il calcolo basato su volume e ricambi orari è utile per ottenere una prima stima e comprendere l'ordine di grandezza della portata richiesta. Non è però sufficiente per progettare autonomamente un impianto completo.

Il dimensionamento definitivo deve considerare anche:

  • lunghezza e configurazione delle canalizzazioni;

  • diametro dei condotti;

  • perdite di carico;

  • posizione e portata delle bocchette;

  • prevalenza disponibile della macchina;

  • rumorosità;

  • regolazione delle portate;

  • bilanciamento tra immissione ed estrazione.

Una macchina dichiarata, ad esempio, per una determinata portata nominale non necessariamente fornirà la stessa portata una volta collegata a una rete di condotti che introduce resistenze al passaggio dell’aria.

Il calcolo fai da te può quindi essere utile per orientarsi e comprendere le proprie esigenze, mentre la scelta e il dimensionamento definitivo dovrebbero essere affidati a un professionista.

FAQ

Come si calcola la portata di una VMC?

Una prima stima può essere ottenuta moltiplicando il volume dell'abitazione per il numero di ricambi d'aria orari previsti. Il valore ottenuto deve poi essere verificato sulla base delle caratteristiche dell'edificio, dei singoli locali e dei criteri tecnici applicabili.

Quanti ricambi d'aria servono in una casa?

Come valore orientativo viene spesso considerato circa 0,5 volumi/ora, ma non è una regola valida indistintamente per qualsiasi abitazione. Il valore effettivo deve essere determinato in funzione del progetto e dei requisiti applicabili.

Una casa più grande richiede sempre una VMC più potente?

In generale, un volume maggiore comporta una maggiore quantità d'aria da ricambiare, ma la superficie non è l'unico parametro. Numero di occupanti, distribuzione e destinazione dei locali e caratteristiche dell'edificio incidono sul dimensionamento.

Come si dimensiona una VMC decentralizzata?

Nel caso di una VMC decentralizzata il dimensionamento viene effettuato considerando il singolo ambiente o gli ambienti serviti da ciascuna unità, anziché una rete centralizzata per l'intera abitazione. Anche in questo caso occorre verificare la portata necessaria e le caratteristiche specifiche del locale.

È possibile modificare il dimensionamento dopo l'installazione?

In alcuni casi è possibile intervenire sulla regolazione delle portate e sul bilanciamento dell'impianto. Se invece la macchina, i condotti o altri componenti risultano strutturalmente inadeguati alle esigenze dell'abitazione, potrebbero essere necessari interventi più importanti. Per questo un corretto dimensionamento in fase di progetto è fondamentale.

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